Sono delicati punti di sospensione quelli che l’autrice pone sulle pareti. Percorsi lievi e leggeri su cui l’occhio si muove altalenando, in un ritmo scandito di pieni e di vuoti, di volumi, convessità e concavità.
Come lei riesca a far apparire così tenue questa materia è quasi un segreto alchemico, ma la terracotta si trasforma in un velo e letteralmente esce dalla condizione della bidimensionalità. Nelle sue sculture da parete Silvia unisce il gioco, il ritmo, la poesia, la leggerezza.
“Bianco” è il nome della serie da cui prende il titolo la mostra. Fragili terrecotte in cui la materia e il suo colore, così naturale e vivido nella sua semplicità, dominano lo spazio circostante attraendo lo sguardo in questa sorta di strano paesaggio che l’opera compone con le sue forme organiche, simili tra loro ma mai uguali, in una sintonia sinestesica senza pari.
Silvia Rossi