23

La sistematica ripetizione di gesti misurati e precisi, quasi meccanici nella loro meticolosità, come forma di meditazione e di distacco dal pragmatismo del quotidiano: “23” nasce dalla indagine di una nuova dimensione interiore, che prende vita attraverso lo studio e la realizzazione di una forma che si ripete; una forma che, nonostante abbia un volume ben definito e una forte caratterizzazione spaziale, all’interno della composizione trasmette un senso di leggerezza e immaterialità. “23” è un numero primo, il peso in grammi di porcellana di ogni elemento che la compone, quindi la precisa definizione di un’entità, in opposizione alla levità dell’insieme. “23” è un esercizio di stile che ha preso vita da questa ricerca di interiorità, sviluppata con una gestualità orientata a replicare come in un mantra forme solo apparentemente simili; un esercizio il cui risultato vuole spingere al confronto e approfondire la conoscenza di sé stessi.